lunes, junio 04, 2007

Da internet meno di quello che ci aspettavamo

E correre, correre. Correre sempre dietro a tutto. Inseguire la propria coda in un continuo circolo vizioso. Serpente uroborico che si morde la propria coda. Inutile sforzo. È la filastrocca di un continuo miserere. Lo scontento per una vita che non porta a nessun luogo. Lo sconforto per gli amori consumati ancora acerbi. Per il frutto colto da un ramo e per quello raccolto dal terreno.
È la mia vita, è a Salamanca che si decide tutto il divenire. È qui che dimentico passato e futuro. È qui, miseramente, ma ancora in piedi, che di notte guardo le cattedrali che splendono sotto un manto nero di stelle.
Siamo tutti stufi di leggere sui giornali (di carta stampata) che le potenzialità di internet sono infinite. Da dieci anni a questa parte io lo vedo come un contenitore pubblicitario e come un grande orario dei treni virtuale. Quello che si legge su internet cos’è? La versione on-line della carta stampata? Lo scarto degli editori? Basta. Basta. Stufa vedere la rete come un enorme contenitore. Per una volta tanto, che la rete dimostri cosa può dare! Salamanca y sus cuentacuentos è un blog, ma è anche un’opera collettiva. Non è il forum dove chi odia Bush scrive male di lui e chi osanna Oriana Fallaci scrive bene di lei. Non è il posto per sfogare la propria insoddisfazione o per rompere la noia. Salamanca è la protagonista di questo blog e i suoi cuentacuentos siamo noi, che scriviamo su questa web, e voi, che potete partecipare ad un’opera collettiva come lettori e anche come attori a patto di aver vissuto almeno una volta in questa città unica e di aver vissuto una storia degna di essere ricordata. (Que alguien me lo traduzca al castellano, que yo no se hacerlo ni me da la gana).

martes, abril 17, 2007